L’8 marzo è apparso on line cPass, un servizio per abbonamento “tutti i film che vuoi in ogni cinema” al costo mensile di 9,95 sterline. Non sono disponibili al momento ulteriori informazioni: i visitatori sono incoraggiati a iscriversi in una lista d’attesa.
L’associazione degli esercenti britannici UKCA si è rivolta ai propri associati, dichiarando “cPass è nella fase di reclutamento, sta costruendo una base di abbonati senza alcuna reale offerta”. cPass elenca sul sito i loghi delle società (incluse Vue, Odeon, Curzon, Cineworld e Reel Cinema), suggerendone il coinvolgimento. Curzon e Vue, tuttavia, hanno confermato a ScreenDaily l’assenza di relazioni con cPass. Dalle altre società si attende conferma dell’impegno. Dalla lettera dell’associazione si apprende che gli esercenti elencati starebbero valutando azioni legali per la rimozione del logo dal sito, che diversi distributori hanno espresso preoccupazione e che l’UKCA si è rivolta all’associazione dei distributori perché confermi che nessuno degli associati è coinvolto nell’iniziativa. Non è disponibile nessuna informazione su cPass, o sui suoi investitori. La società ha un account Twitter, che in data 10 gennaio aveva postato il seguente messaggio: “cPass è quasi pronta. Il primo pass per guardare un film al giorno in ogni cinema in GB e in Europa per soli 9,99 £ al mese”.
Il servizio statunitense di abbonamento al cinema MoviePass, fondato nel 2011, offre agli abbonati un film al giorno al prezzo fisso mensile di 9,95 $. A febbraio è stato annunciato il superamento della soglia dei due milioni di abbonati. A gennaio è stata inoltre lanciata una nuova divisione, MoviePass Ventures, per l’acquisto e la distribuzione di film con l’aiuto di un distributore tradizionale, inaugurata con l’acquisto dei diritti per il Nord America di American Animals al Sundance, assieme a The Orchard.
AGGIORNAMENTO DEL 15 MARZO:
Dopo la notizia pubblicata da ScreenDaily e ripresa da CineNotes, relativa al sito cPass che invitata a iscriversi per stipulare in un secondo momento l’abbonamento sala come lo statunitense MoviePass, la rivista britannica ha parlato con il fondatore di cPass, Puya Vahabi, in merito al piano di avviamento del servizio. Vahabi da dichiarato che la società ritiene non sostenibile un servizio di abbonamento mensile di 9,95 £, in cambio della possibilità di vedere un film al giorno (come pubblicizzato sul sito). “E’ un’offerta limitata ai primi 5000 sottoscrittori”, ha spiegato. “Anche il servizio in vigore negli Usa non può essere sostenibile (negli Usa viene rimborsato all’esercente l’equivalente del prezzo pieno; il vantaggio per la società che gestisce MoviePass sta nell’avere a disposizione un rilevante elenco di informazioni sui consumatori, NdR). Le difficoltà saranno maggiori se le sale non accetteranno nel lungo periodo una revisione al ribasso della cifra rimborsata”. Inizialmente, cPass dovrà pagare il biglietto pieno ai cinema, anche se al momento non si comprende come, dal momento che la società non ha un fondo a disposizione al di là del periodo iniziale. Vahabi ha aggiunto che la società “ha diverse soluzioni da sperimentare”, dall’utilizzo dati per finalità commerciali all’utilizzo della piattaforma per utilizzare i biglietti invenduti. Il servizio potrebbe essere esteso ad altre forme di spettacolo, come concerti e prosa. L’idea è di inviare le prime tessere agli abbonati entro 3-6 mesi, a seconda del processo di sviluppo della piattaforma, inizialmente valida solo a Londra. Al momento non ci sono circuiti aderenti, anche se cPass sarà collegata a una Mastercard prepagata – Mastercard ha tuttavia dichiarato di non avere accordi in essere. Insomma, siamo ancora in una fase sperimentale, con tutte le cautele del caso.