PONTE DEI RECORD AL CINEMA. LARINI (ANEC): “UNA GRANDE OFFERTA POTENZIATA DAGLI INVESTIMENTI DELL’ESERCIZIO”

PONTE DEI RECORD AL CINEMA

LARINI (ANEC): “UNA GRANDE OFFERTA POTENZIATA DAGLI INVESTIMENTI DELL’ESERCIZIO”

È stato un ponte, quello del Primo Maggio, caratterizzato da bel tempo, dalla ritrovata voglia di stare all’aperto ma anche da un consumo di cinema come da tempo non si vedeva.

A fare la differenza sono stati Il diavolo veste Prada 2 (Disney), che in soli 5 giorni ha attirato 1,75 milioni di spettatori – quarto miglior debutto di sempre per un film di Hollywood – e di Michael (Universal), il biopic che ha aggiunto un ulteriore mezzo milione di spettatori portando il totale, dopo due weekend, a 1,6 milioni di ingressi. 

Se i due titoli da soli hanno superato il 90% degli incassi al botteghino, non è stata da meno l’offerta di prodotti medi e di qualità, con tante uscite anche italiane – Nel tepore del ballo di Pupi Avati (01) ha chiuso il weekend in quinta posizione – e film di genere per tutti i gusti. 

“I risultati straordinari del weekend dimostrano che la passione per lo spettacolo cinematografico su grande schermo è sempre viva”, commenta il Presidente dell’ANEC Fabrizio Larini, “con un binomio perfetto tra l’offerta di film di primo livello, segnale della ritrovata vitalità del cinema americano dopo anni difficili, e il costante aggiornamento tecnologico e del comfort delle sale cinematografiche”.

“Gli investimenti in atto in tutta Italia, tra nuove aperture, potenziamento e ristrutturazione delle sale esistenti”, prosegue Larini, “è anche frutto della efficace politica di sostegno attuata dal Ministero della Cultura in anni recenti, rafforzata negli anni della pandemia e confermata negli anni successivi. Il successo di questi giorni, con l’Italia primo mercato al mondo (al di fuori degli Stati Uniti) per il film con Meryl Streep, dimostra che la scelta è stata mirata ma anche che, se si interrompe la politica di sostegno agli investimenti e con essi a un settore rilevante per l’economia del territoriosi fa un danno all’intera industria del cinemasenza un esercizio forte e capillare, al passo con i tempi in termini di comfort e tecnologia, anche i film più attesi non rispondono come meritano – e non dimentichiamo che di un forte risultato al cinema beneficiano a cascata tutti i successivi segmenti di sfruttamento filmico”.

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